venerdì 11 novembre 2011

RUSSIA E DINTORNI



Una tela complessa, coinvolgente, colta, ricca di riferimenti simbolici e stilistici. Addirittura "troppo bella" per essere vera. Per composizione, messaggio, riferimenti culturali. Da far pensare ad un originale di notevole importanza, o a una copia d'epoca, vista la struttura della tela e la reazione del pigmento, che sembra mostrare un effetto cracklè assolutamente omogeneo e credibile. 
La struttura compositiva riporta chiaramente alla cerchia delle avanguardie russe, con numerose scritte in cirillico. La scienza, in contrapposizione con la fede (icona). Forse la fede nella rivoluzione, positiva, logica, posta in contrapposizione con la tradizione. La razionalità, con la fantasia.
Guardiamo questa opera da molto tempo, ma non arrivano mai le risposte.

2 commenti:

  1. L'opera è chiaramente (per chi legge il russo, ovvio...) firmata "Licinskij" il che farebbe supporre si tratti di Lazar El Lissitzky (secondo la grafia occidentale), il famoso grafico russo. Nella fattispecie quest'opera, probabilmente apocrifa (e realizzata da uno studente di accademia russo negli anni '40-'50)riprende pari pari una tecnica mista (pittura e collage) di El Lissitsky del 1921/22 titolata "Tatlin lavora al Monumento". Ovviamente non si tratta del monumento all'Alpino ma alla III Internazionale. Poi l'illustrazione fu usata anche per l'antiporta di un libro di Ilya Erenburg "Shest povestei o Legkikh konstakh" (Sei storie con finale felice), del 1922.

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  2. Grazi della segnalazione, fondamentale per risalire al soggetto: Tatlin at work. Questo potrebbe veramente far pensare a una rielaborazione di uno studente di accademia degli anni '40, considerando tela, supporto o cretto. L'ipotesi che sia opera di sua mano appare più remota, ma forse non impossibile. Peccato che gli esperti di arte russa oggi siano incapaci di fare expertise autorevoli e sensate. Per cui, manteniamo la prima ipotesi, ma proveremo ad analizzare la seconda.

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