lunedì 7 novembre 2011

DE STIJL O AVANGUARDIA RUSSA?

Olio su tela, 55 cm x 55
Un quadro bellissimo, per dimensioni, composizione, impostazione cromatica. Una stesura della pittura ad olio che rivela perfettamente la datazione della tela, con un effetto cracklè del tutto naturale, anche come "morbidezza" (chi è esperto d'arte sa cosa vuol dire quando una tela "scricchiola").
Una tela naturalmente degli anni '30, massimo '40. Ma abbastanza enigmatica, in parte con un chiaro riferimento al neoplasticismo e al movimento De Stijl. Ma anche a coevi movimenti di pensiero dell'est europa (ad esempio Suetin).

Con una firma e una datazione che lascia perplessi 1936 (possibile), PM (Mondrian??) o APM.
Una firma con indecisioni, che ci paiono difficile da immaginare per un autore così rigoroso, tanto da far credere di essere stata aggiunta in un secondo momento, forse anche in tempi recenti. Una firma che nulla toglie alla bellezza dell'opera, che merita pienamente di ritrovare la propria identità. Se ci date una mano...

7 commenti:

  1. Boh, se uno dovesse guardare la firma sembra proprio la PM di Mondrian, ma mi sembra improbabile :-)
    un pittore del neoplasticismo che lavorava anche su forme diagonali, quindi non ortogonali come mondrian, era Vilmos Huszar. E'anche esposto alla mostra del Vittoriale.
    Vittorio Alibrandi

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  2. Mah!
    Quello delle attribuzioni eccellenti è un gioco pericoloso... Di area russa escluderei. Nel 1936 c'era in giro un certo Josif Stalin a cui non piaceva l'arte astratta e vi preferiva dipinti con contadine russe belle rotondotte e bandiere rosse a go-go... L'area De Stijl è certamente la più pertinente, e qui a lavorare su diagonali e triangoli ce n'era più d'uno: da Theo Van Doesburg (si vedano i progetti per il Café Aubette, a Strasburgo), e poi César Domela, ma soprattutto Bart van der Leck. Con una piccola ma sostanziale pregiudiziale: sono tutti operativi nei tardi anni Dieci/primi anni venti.
    Anche qui, come per l’altro quadro russo, propenderei per un lavoro di studente d’accademia le cui iniziali erano, “accidentalmente” P.M. E poi, avevte mai visto un Mondrian o suoi colleghi da vicino? Sapevano preparare molto bene le tele. Difficile vederle crettate come questa.

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  3. Potrebbe essere opera del pittore e grafico olandese Vilmos Huszár

    luca

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  4. Nella firma la A non è A, sembra una semplice caduta di colore.

    Silvia

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  5. bonini.criticoarte@tiscali.it7 marzo 2013 11:05

    Lorenzo Bonini. Posso aggiungere che Piet Mondrian non può essere, in quanto i colori utilizzati non sono primari e la divisione delle campiture non rispettono la formula aurea, fondamentale nelle opere di Mondrian, altro riscontro la divisione delle campiture è eseguita grossolanamente con semplice nastro carta. Disponibile per un consulto diretto sul dipinto. Esperto d'Arte Moderna e Contemporanea.

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  6. 99 su 100 l'opera è di di Ilya Bolotowsky ed è anche una bella opera, ma occorrerebbe analizzarla de visu. Artista visuale russo/americano 1907, San Pietroburgo, 1981, Lower East Side, New York), dovrebbe essere una delle opere degli ann i'40 influenzate da Mondrian nella sua permanenza americana. negli anni '70 riprese molti di questi soggetti per reinterpretarli anche in serigrafia, invierà il mio indirizzo privato di Londra per ricevere ulteriori informazioni. Massi

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