sabato 1 settembre 2012

JVD. CHI ERA COSTUI?


Una tavola originale, quasi una pala d'altare avanguardista. Ad olio su tela, su masonite. Rapportabile agli anni '30 o '40. O magari a qualche anno prima. Ma anomala in quanto a parternità. Da una parte con un Pierrot, soggetto in uso soprattutto in Francia. Dall'altra, delle figure di contorno che richiamano l'arte russa, primitivista, o di un certo espressionismo tedesco (ad es. Macke, Der Sturm).

Con richiami, pur nella differenza del segno, a certe stilizzazioni di maestri com Pavel Nikolayevich Filonov, come emerge da questa compazione tra figure che vi propomiamo. In basso, a destra, quasi invisibile. la sigla a stampatello JVD. In caratteri latini.
Qualcuno ha un suggerimento?

lunedì 2 gennaio 2012

CARLO LEVI E IL RITRATTO MISTERIOSO


Una bella sfida per una bella opera, che ha sconfitto anche esperti di livello. Un ritratto dello scrittore, pittore, critico, Carlo Levi (Torino, 29 novembre 1902 – Roma, 4 gennaio 1975), Premio Marzotto.
Uno dei grandi "maestri" del '900 che tanto influenzò amici pittori e scultori che intorno a lui si raccoglievano a Roma, come a Milano e Torino. Come questo autore ignoto, di splendida mano che ne realizzò il ritratto, in gesso dipinto a guazza rossa, probabilmente realizzato verso i primi anni del '40 e conservata a Roma. 

Con una firma, anzi una sigla, ben impressa, chiara, eclatante, ma che è stato impossibile decifrare.




domenica 1 gennaio 2012

PICCOLI FUTURISTI CERCASI



Da una collezione privata romana messa insieme negli anni '60, dalla quale sono emersi pregevoli pezzi di Ivo Pannaggi, Giulio D'Anna, Italo Ferro, Thayat, ma anche retorici bozzetti di Sartorio, è comparsa una cartellina di vecchia fattura. E all'interno ad essa, avvolti in velina ingialliata, due piccole tavolette dipinte ad olio. 
Due opere di grande qualità cromatica, caratterizzate da linee compositive che rimandano chiaramemte al mondo futurista, e in particolare modo alla cerchia di Balla.

Le opere sono siglate in maiuscolo FB e compare la data 1914.
Una sigla che non ci rimanda a indizi certi, anche se le opere appaiono assolutamente integre e originali, per materia, e supporto. Sicuramente un autore "minore", ma di livello eccellente. Che ci piacerebbe riscoprire.
Ci date una mano?

venerdì 2 dicembre 2011

UN'INCISIONE CHE LASCIA SENZA PAROLE


Eccola qui. Un'incisione che lascia senza parole, probabilmente al bulino, di cm 39 x 46, quindi di grande formato. Con una serie di volti che farebbero impallidire il Freddy Krueger, di Nightmare. Ma con un'eleganza di segno che lascia senza parole e una modernità che fa venire in mente la pittura underground americana degli anni '90.
La firma (purtroppo) è resa illegibile dall'uso. L'opera sembra avere una datazione, anche per la carta, della prima metà del XIX sec. (30? - 40?). E, sempra non essere riferibile a nessuno degli autori tradizionalmente conosciuti.
O forse a tre. All'italiano Alberto Martini un genio e molto poco approfondito artista surrealista (ma non sembra essere lui).
A Pavel Filonov, l'asceta russo, che però non ha mai realizzato incisioni con questo tema. specifico. Forte il sospetto per una influenza russa, o comunque nordica, rafforzata dalla provenienza dell'opera, acquisita a Berlino. 

A Ensor, sicuramente padre putativo dell'opera.
Con toni surrealisti, espressionisti, primitivi, insieme. Forse qualcuno, però, ha una traccia...

Ensor
Alberto Martini
Pavel Filonov






venerdì 18 novembre 2011

SI', L'ARTISTA E' BRAVO, MA SI DA DELLE ARIE...


Non collezioniamo ventagli, non amiamo i ventagli. Ma è stato impossibile resistere a questo ventaglio di origine torinese.
Un piccolo capolavoro di fattura artigianale, esempio della migliore cultura ottocentesca, dal titolo evocativo: Eviva la pitura!


Siamo nel periodo di Gian Burrasca, per intenderci, e il ventaglio, oggetto degli adulti e delle signore, rappresenta questa volta il mondo dei disegni dei bambini, con il protagonista al centro, curato nel dettaglio della tempera, e intorno i suoi disegni, ingenui ed esilaranti, con i nomi che oggi non si usano più.
Con una sigla e una data, 1893.  


Chi ne sarà l'autore, raffinatissimo. Per un oggetto pensato quasi certamente per un uso diretto e privato?


lunedì 14 novembre 2011

SCULTURA OGGETTO, LIBRO D'ARTISTA?


La foto parla da sola. Multiplo d'arte in piccola tiratura. Elegante cofanetto cartonato con firma artista sul box e scultura cartonata, o libro d'artista. Opera curiosa e intrigante, anni '80 o '90, proveniente dalla collezione di un noto artista.
La firma ricorda un altra firma, ma il nome scappa via. Voi, cosa ne pensate?

ANONIMO TOSCANO. POST CUBISTA.


Opera proveniente dal Nord della Toscana (Livorno - La Spezia), estremamente interessante sotto l'aspetto compositivo e formale, con una notevole tavolozza cromatica. Una marina con echi da secondo futurismo, post cubista, probabilmente tempera su carta rintelata, collocabile tra la fine degli anni '40 e l'inizio degli anni '50. 
Al retro, numerose etichette di esposizione, compresa VI Mostra nazionale di Pittura ... (resto illegibile). Qualcuno sa che pesci prendere?

venerdì 11 novembre 2011

RUSSIA E DINTORNI



Una tela complessa, coinvolgente, colta, ricca di riferimenti simbolici e stilistici. Addirittura "troppo bella" per essere vera. Per composizione, messaggio, riferimenti culturali. Da far pensare ad un originale di notevole importanza, o a una copia d'epoca, vista la struttura della tela e la reazione del pigmento, che sembra mostrare un effetto cracklè assolutamente omogeneo e credibile. 
La struttura compositiva riporta chiaramente alla cerchia delle avanguardie russe, con numerose scritte in cirillico. La scienza, in contrapposizione con la fede (icona). Forse la fede nella rivoluzione, positiva, logica, posta in contrapposizione con la tradizione. La razionalità, con la fantasia.
Guardiamo questa opera da molto tempo, ma non arrivano mai le risposte.

OLANDA, 1925


Una bella e drammatica tecnica mista di matrice astratta su collage di fogli di giornali. Composizione integra e corrispondene all'epoca attribuita.
Al retro, in una cornice anni '60 mai aperta (da Galleria), indicazione della data "1925", e la scritta  - 1725311890 Vroeger Kiers - assolutamente incomprensibile nonostante le ricerche.
Nel collage, sia la pubblicità di sigarette (verificato), uscite di commercio negli anni '30, che i giornali, olandesi, riportano alla data in oggetto.
Provenienza Paesi Bassi.

lunedì 7 novembre 2011

CH '49



Opera molto bella, ma anche complicata. Una composizione astratta, anzi no, surrealista del '49. Oppure ispirata alla cultura russa. Oppure no. Un uso sapiente del colore, una firma carica di suggestioni. Con molti evidenti richiami a Chagall (ad esempio nella "C"e nell'"h",) ma anche con differenze come si vede dal cliché allegato.
E poi, l'endorsement della Galleria Magnolia di Amsterdam, che negli anni '60 trattò il meglio della pittura europea, da Grosz ad Ensor con un'incorniciatura che rivela un'opera, come dicono i banditori d'asta "mai toccata".


Ultimo dubbio: anche la tecnica di esecuzione, apparentemente una guazza, ma che la carta porosa potrebbe far intravedere anche un procedimento meccanico. Con quei due strani fogli accostati. Insomma, per noi un vero rompicapo. E per voi?

DE STIJL O AVANGUARDIA RUSSA?

Olio su tela, 55 cm x 55
Un quadro bellissimo, per dimensioni, composizione, impostazione cromatica. Una stesura della pittura ad olio che rivela perfettamente la datazione della tela, con un effetto cracklè del tutto naturale, anche come "morbidezza" (chi è esperto d'arte sa cosa vuol dire quando una tela "scricchiola").
Una tela naturalmente degli anni '30, massimo '40. Ma abbastanza enigmatica, in parte con un chiaro riferimento al neoplasticismo e al movimento De Stijl. Ma anche a coevi movimenti di pensiero dell'est europa (ad esempio Suetin).

Con una firma e una datazione che lascia perplessi 1936 (possibile), PM (Mondrian??) o APM.
Una firma con indecisioni, che ci paiono difficile da immaginare per un autore così rigoroso, tanto da far credere di essere stata aggiunta in un secondo momento, forse anche in tempi recenti. Una firma che verrà eliminata, e che nulla toglie alla bellezza dell'opera, che merita pienamente di ritrovare la propria identità. Se ci date una mano...

ITALIA, 1935


Due studi, fatti di getto, il primo sul retro di una ricevuta. Il secondo su un foglio da disegno dalla grammatura pesante. Il primo, coinvolgente (ecco la parola adatta), realizzato con una matita grassa blu, il secondo, molto meno interessante riporta però una data XXXV. 35, senza nessun richiamo all'era fascista.
Ed entrambi, una firma, coeva,  che ha un'aria di famiglia, ma che non riusciamo a leggere.
Le opere provengono da Roma, dalla casa di un collezionista di autori della prima metà del '900, ricca di opere prefevoli e autenticate. A voi, cosa viene in mente?



domenica 16 gennaio 2011

BALLA-RINI, CHI ERA COSTUI?


La firma recita A. Ballarini (o Ballerini). Lo stile è post cubista o del secondo futurismo. E le opere, a volte monocromatiche, sono datate tra gli anni '40 e '50. Una decina di tele, gouache su carta o cartoncino, provenienti da una galleria romana chiusa negli anni '80, e di notevole impatto. 3 le possibili attribuzioni, nessuna convincente per un autore e uno stile mai più incrociato sul mercato. Qualcuno lo ha identificato con un artista argentino, arrivato in Italia durante la guerra. qualcuno ha un'altra traccia da suggerire?

sabato 15 gennaio 2011

GRAND TOUR E CAMPAGNA ROMANA


Il disegno  a matita, di grande qualità, realizzato nella seconda metà dell'800 riporta sul passepartout la scritta: "Donna di Terracina" e una firma sul foglio ormai del tutto illegibile. Impresa dunque non facile quella di risalire al suo autore, anche se a una prima analisi l'abbigliamento della spigolatrice è congruo con la zona indicato e potrebbe essere rapportabile alla fascia che va da Terracina a Gaeta passando per Fondi.
Il quadro proviene da una libreria antiquaria di Torino, e faceva parte del lascito di una importante biblioteca torinese. Autore forse francese, o comunque del nord Europa. Cos'altro dire? Che nell'800 disegnavano da un altro pianeta, e che quando osservi il disegno ti sembra di sentire i chicchi che cadono nel cesto.

Le immagini del quadro di RUDOLF AUGUST WILHELM LEHMANN (1819 – 1905) esposto al Vittoriano alla mostra della Campagna Romana (del quale il bozzetto era il disegno preparatorio) rintracciato grazie alla segnalazione della rete (v. nota).
Primo successo del blog.

GINO SEVERINI, SI, VABBE'...


La tempera su carta era avvolta in un incarto di carta velina ingiallita proveniente dalla casa dello scrittore e sceneggiatore Massimo Franciosa. E a matita figurava, incurante dei nostri dubbi, la scritta in stampatello ILLUSTRAZIONE DI GINO SEVERINI. Scritta apparentemente coeva alla carta. Basta. 

Nasceva così una delle cose più divertenti di chi ama l'arte. Risalire alla fonti, cercando riscontri e conferme. Un percorso che, sino ad ora, non ci ha portato da nessuna parte. Per la grande produzione di Severini, ma anche per la difformità stilistica che adottò negli anni '40 e '50. Non disdegnando l'illustrazione di genere per riviste e aziende.
Forse un collezioniste di cartoline, o di riviste d'epoca, può essere d'aiuto. Per dare una paternità. O per negarla per sempre.

SCUOLA ROMANA, MA CHI?


Lo stile è incofondibile per quest'olio su cartone, anni '30 di grande qualità. Una natura morta mai così viva per la capacità dell'autore di dare volume agli oggetti e luce ai corpi. 
"Scuola Romana", quindi, anche per la collezione di origine. Ma soprattutto per la capacità tecnica e l'atmosfera che il quadto evoca. Per quella prospettiva squintata, che riporta l'attenzione sulla pittura e sulla materia. I nomi che vengono alla mente sono Carlo Socrate, Alberto Ziveri, Onofrio Martinelli, Riccardo Francialancia. Qualcuno vi legge qualcosa in più?

mercoledì 12 gennaio 2011

A.A.A. FUTURISTA CERCASI.


Pezzo interessante, piccolo come dimensioni (cm. 25,8X cm.20) ma pieno di mistero. 
Olio su legno, leggermente curvato, probabilmente realizzato al verso di una tavola di clichè a stampa della quale si intravede ancora il disegno: un cane vicino a un letto,  riferibile per stile ai primi del '900. Un particolare che potrebbe essere molto interessante per aiutare nell'attribuzione.
L'approccio formale farebbe immediatamente pensare a Giacomo Balla, periodo 1913-1915. L'opera potrebbe tuttavia essere anche opera della cerchia futurista che con Balla e Boccioni aveva buona frequentazione a Roma durante le manifestazioni interventiste.
Qualcuno è in grado di riconoscerne una paternità. L'attribuzione a Balla è percorribile?

Note: Traccia di tarlatura sulla superficie e di verniciatura in epoca recente. Provenienza, Roma, anni '90
.
Retro
Giacomo Balla, 1914
 

SANT'ANTONIO E LO DEMONIOS

 

Le tentazioni di Sant'Antonio.
Un soggetto classico della iconologia cristiana, per un'opera che appare realmente un enigma. Dipinto a tempera su tavola di legno, schizzata di getto senza apparente disegno di preparazione. La mano appare di grande qualità soprattutto per quanto la figura del santo, con un approccio molto più libero, olegrafico, aneddottico e popolaresco nelle figure dei demoni e del Salvatore. Apparentemente per stile compositivo rapportabile tra l'ultimo decennio del XVI sec. al primo trentennio del XVII sec.

Molto più complessa appare l'origine dell'opera acquisita nell'Est Europa, come da bolla di accompagnamento, ma che riportava una generico riferimento di provenienza alla penisola iberica (sic).
Una problematica che non viene certo sciolta dalla lingua utilizzata a commento e non comprensibile, o comunque capace di offrirsi adiverse interpretazioni. Di chiara derivazione latina, ma con varianti linguistiche di lingua volgare che non sono state comprese.
"istoriacomoaquale aronlodemonions .... scritte che paiono in greco
poi una scritta leggibile come Antonio (con variante sillabica) e una firma non codificata (san...binsobis...). Il riferimento è chiaramente a Sant'Antonio Abate, ma semprebbe richiamare la dicitura Sant'Antonio da Padova.
La velocità di esecuzione e la mancanza di preparazione fa pensare ad una realizzazione di getto, forse di un area monastica, o di un artista in visita o itinerante. 
La tavola di supporta è stata rifornzarzata, probailmente un secolo dopo, con traverse laterali. 

domenica 9 gennaio 2011

MITICI ANNI '50

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Anni '50 pieni, forse qualcosa di meno ('47-'49). Difficile qualcosa di più. Un taglio compositivo che ricorda più l'Europa del Nord, ma che ebbe in Italia maestri come Spazzapan e Birolli, all'estero Riopelle, Schumacher.
Olio (e forse tecnica mista) su tela, proveniente dalla collezione di un Soprintendente dei Beni Culturali di quegli anni. E una firma di difficile lettura...Marit...Narit....Maut.......sembra un'anagramma. Un'opera che respira una pittura adulta, non improvvisata, che ci fa pensare alla Germania, ai Paesi Bassi, alla Francia. E a voi, che vi fa pensare?
La firma
Riopelle, 1946
Spazzapan, 1947